Questa versione è stata realizzata dalla collaborazione dei seguenti siti www.joomlaitalia.com | www.joomla.it | www.jmovies.eu | www.luscarpa.eu | www.joomlahost.it |

Comunisti Italiani - Federazione di Pavia

Risoluzione predefinita  Risoluzione wide screen  Incrementa font  Decrementa font  Font Predefinita 
Home
Benvenuto nella Federazione di Pavia del Partito dei Comunisti Italiani PDF Stampa E-mail

 

 

     manifestazione 5 cubani 10 ottobre 2009

 Inizio corteo:  ore 15.00 da PIAZZA Cavour  (MM 3 TURATI)

 Il corteo termina in Piazza Leonardo da Vinci (città studi - Politecnico - MM2 Piola)

 


ATTENZIONE!!  Il presidio si terrà (come la manifestazione a Roma)

 il 3 Ottobre prossimo.

 A PAVIA - Piazza del Tribunale - ore 16.00

Presidio PV 19 Sett 2009

 


Polizia ed esercito sgomberano il presidio INNSE

INNSE  Chi può vada in Via Rubattino a Milano

2 Agosto 2009 - Dal blog INNSE Milano:

02/08/2009 POLIZIA CONTRO IL PRESIDIO
DA QUESTA MATTINA LA POLIZIA STA CERCANDO DI SGOMBRARE IL PRESIDIO

UOMINI DEL PADRONE GENTA SONO RIUSCITI AD ENTRARE PER SMANTELLARE I MACCHINARI

CARICHE AGLI OPERAI DA PARTE DELLA POLIZIA CHE PER PROTESTARE OCCUPANO LA TANGENZIALE

ABBIAMO BISOGNO DI UN AIUTO CONCRETO

SUBITO!!

VI RICORDIAMO CHE LA NOSTRA LOTTA DURA DA PIUì DI UN ANNO E CHE CI STAIMO BATTENDO PER UN POSTO DI LAVORO

 http://www.myspace.com/presidioinnse


 

 

 

       ROMA - 18 Luglio 2009 - Verso la costituzione della

     Federazione della Sinistra di Alternativa 

 

Simb Fed

  Guarda i video dei discorsi di:

  Oliviero Diliberto

  Paolo Ferrero

  Cesare Salvi

 
             Roma 18 Luglio 2009 - leggi l'appello
 
 
 

                       sulatesta2

 
 

              PRCPdCI

              PAVIA - Elezioni Comunali 2009

Leggi il Programma della Lista Comunista Pavese

Scarica il Programma in formato PDF

 

Iniziative Elettorali:

Sabato 16 Maggio 2009 dalle 15.30 alle 19.00 - Piazza della Vittoria - Pavia

    GAZEBO COMUNISTA

 

Domenica 24 Maggio 2009 ore 11.00

Cooperativa Artigiani - Borgo Ticino

    DIBATTITO e PRANZO

       Si parla di LAVORO. Con i candidati alle Elezioni Europee e con PABLO (SINDACO!)

       Intervengono:

     Gianni PAGLIARINI  (Responsabile Nazionale PdCI per le Politiche del Lavoro)

     Bruno CASATI         (Responsabile Nazionale PRC per le Politiche Industriali)

 A seguire: si mangia, si beve, si fa festa. Autofinanziamento campagna elettorale

 Info e prenotazioni x il pranzo:   tel.  338.2329974  -  349.3150844  -  347.1221495

                                                      mail:  seleziona "contattaci" sul menu principale

 


 Prossimamente:

        PRCPdCI

 Europee 2009 -  Amministrative 2009

 

E ogni sabato pomeriggio si rinnova il consueto appuntamento

   in PIAZZA DELLA VITTORIA con i GAZEBO COMUNISTI

Vieni a trovarci per condividere le nuove iniziative, per partecipare, per dire la tua.

  LOTTIAMO INSIEME PER CAMBIARE PAVIA !!!



Lavori in Corso:

 

Campagne elettorali per le elezioni Europee e per le amministrative

  LOTTIAMO INSIEME PER CAMBIARE PAVIA !!!

 



 

E' Successo:

   

  Gazebo raccolta firme - 21 Marzo - 15.30-19.00 Piazza della Vittoria    lun 2 Marzo 09 - Pavia - Piazza Cavagneria 10

 PV Novembre 2008 - Marzo 2009             PV 2 Marzo 2009

Lunedi 22 Dicembre ore 21.00 in Via Ferrini 8 - Un anno insieme, Un giorno insieme     Milano 13.12.2008 - Laboratorio di ricerca femminista     12 Dicembre 2008 - SCIOPERO GENERALE - Le iniziative a PAVIA - Il volantino del PdCI     Piazza Fontana 13/12/1969 -> 12/12/2008 Programma delle manifestazioni  

PV 22.12.08in Via Ferrini 8MI 13.12.08Seminario PV 12.12.08SCIOPERO MI 12.12.08Manifestaz.
   Convegno organizzato da Comunisti Uniti della Lombardia  A SpazioMusica - JULIO M. LLANES sul CHE  Bebo Storti - Cons. Reg. PdCI - invita ad un incontro con Ulderico Pesce - Moni Ovadia - Renato Sarti - Andrea SattaTorino 6 Dicembre - Manifestazione contro le morti sul LavoroInPiazza Insieme - Sabato 6 Dicembre 15.00 - 19.00 Piazza della Vittoria
MI 29.11.08 Convegno                       PV 2.12.08  Incontro     MI 3.12.08 Incontro                   TO 6.12.08 Manifestaz.  PV 6.12.08 Gazebo 

 


 

PAVIA - 25 aprile 2009

PAVIA - 25 Aprile 2009

 

BUON 25 APRILE !!!!

L'autentico Natale, per ogni Italiano LAICO

no ddl 1360

 


 

COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA

per la difesa delle Istituzioni Repubblicane

 

della Provincia di Pavia

 

APPELLO

PER LA DIFESA E LA VALORIZZAZIONE

DELLA COSTITUZIONE

 

Il Comitato Unitario Antifascista per la difesa delle istituzioni  repubblicane della Provincia di Pavia (composto dalle Associazioni partigiane e dei deportati e dalle Organizzazioni Sindacali Confederali) esprime grandi preoccupazioni e allarme per il conflitto istituzionale senza precedenti che si è evidenziato alcuni giorni fa nel nostro Paese ed esprime totale sostegno all’operato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 

Per la prima volta nella vita di questa Repubblica, libera, democratica e garantita dalla Costituzione, il potere esecutivo, per iniziativa del Presidente del Consiglio, aveva deciso di abolire, oltretutto, per il tramite di una decretazione d’urgenza, una sentenza definitiva del più alto livello della giurisdizione riguardante le richieste della famiglia di Eluana Englaro.

 

Il Governo decise di ignorare anche il parere del Capo dello Stato che aveva individuato nell’atto un evidente condizione di incostituzionalità secondo le disposizioni tipiche di ogni ordinamento democratico.

 

Da tutto ciò è scaturita la mancata firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante.

 

Il Governo Berlusconi ha deciso allora di aggravare questa situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana presentando una Legge, in luogo del decreto, e chiedendo al Parlamento di votarla subito.

 

Soltanto la morte di Eluana Englaro ha fatto scaturire una prima conclusione di questo gravissimo conflitto istituzionale che aveva implicato anche una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.

 

Ma l’evidente volontà del Governo di agire in contrasto con la Costituzione creando così i presupposti utili per una messa in discussione dei suoi principi fondanti, non può consentirci di considerare concluse le implicazioni di allarme per la nostra democrazia.

 

Il Comitato Unitario Antifascista chiede alle cittadine e ai cittadini della provincia di Pavia di esprimere il proprio sostegno al Presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione e di partecipare alla MANIFESTAZIONE che si terrà a

 

PAVIA GIOVEDI 19 febbraio 2009 dalle ore 18

in piazza della Vittoria

 

Da lì un corteo si muoverà per le vie della città per terminare nuovamente in Piazza della Vittoria dove parlerà ERNESTO BETTINELLI, docente di diritto costituzionale dell’Università di Pavia e presenzierà VIRGINIO ROGNONI, ex Vicepresidente del CSM.

 

Il Comitato Unitario Antifascista intende inoltre adoperarsi per la programmazione di un calendario di appuntamenti per informare e coinvolgere la cittadinanza della provincia sugli altri temi impostisi all’attenzione in questi giorni e che rischiano di incrinare la tenuta dei principi fondamentali della nostra Costituzione: uguaglianza delle persone, solidarietà, diritto alla salute, autonomia della Magistratura, libertà di espressione a mezzo stampa.

 

Difendere la Costituzione vuol dire rivolgersi a tutti. La Costituzione è di tutti coloro che si riconoscono nella libertà e nella democrazia scaturite dalla caduta del regime fascista e dell’occupazione nazista del paese, grazie al sacrificio e all’impegno di tanti partigiani e degli eserciti alleati.

 

Valorizzare la Costituzione vuol dire riconoscere che è nata per unire e che nessuno deve usarla per dividere e che i suoi principi fondamentali sono ancora irrinunciabili, devono essere portati a piena attuazione e costituiscono i presupposti utili per un’idea alta del processo costituente europeo per il quale ci sentiamo impegnati.

 

PRIMI FIRMATARI DELL’APPELLO:

ACLI, ARCI, AUSER, CIRCOLO PASOLINI, COORDINAMENTO PER DIRITTO ALLO STUDIO, CSP, LEGA AMBIENTE, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO, PARTITO DEMOCRATICO, ITALIA DEI VALORI, PDCI, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SDI, SINISTRA DEMOCRATICA, I VERDI, IL CANTIERE PER PAVIA, RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA

(per ulteriori adesioni da parte di Associazioni – Partiti – Istituzioni – cittadine e cittadini, inviare e-mail a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) Pavia, 16/2/2009

 


PAVIA PERDE ALTRI 230 POSTI DI LAVORO !

PAVIA - 10 febbraio 2009
Stamattina alle 10, davanti ai cancelli dell'Arsenale di Pavia, presidio di operaie e operai che lottano con i denti per la salvaguardia dei posti di lavoro. 230 dipendenti civili, uniche vittime sacrificali dell'evento in atto.
Il primo dicembre dello scorso anno, si è svolta la riunione per discutere, in concreto, i motivi, i piani strategici, gli aspetti economici e produttivi dell'Arsenale che lo S.M.E. intende chiudere definitivamente. Si pensava di giungere ad un tavolo di discussione tecnico-industriale al fine di porre ogni aspetto di valutazione alla mercè di un dibattito sulle dinamiche di riorganizzazione di questo Ente e, quindi, si è giunti con un fattivo contributo, non tanto in termini di contenimento dei costi ma volto alla necessità di perseguire e realizzare utili fini istituzionali, certi che la sommatoria delle proposte potesse ottimizzare ed implementare la struttura negli obbiettivi e nei compiti dell'Amministrazione Difesa. Una proposta di riconversione per attività compatibili e sostenibili, di centro polifunzionale di sviluppo e formazione, di Protezione Civile. Un'area di 135.000 metri quadrati che, sommata a quella dell'adiacente caserma Rossani giunge a 180.000 metri quadrati, con ampi cortili interni, cucine, infermerie, depositi di materiali e di mezzi, reparti di lavorazione e riparazione nonché alloggi per il personale.
Per farla breve, del progetto non se ne è tenuto conto, si è deciso il trasferimento della struttura a Piacenza e, morale della brutta favola, hanno rilasciato dichiarazioni col solo scopo di nascondere i veri interessi di  un'Amministrazione dello Stato sempre più intenzionata a smantellare ogni residuo industriale militare e/o altro Servizio che non sia l'Esercito professionista.
Ora ci si domanda perché di quanto dichiarato emesso in campo, i perché di tanta autorità e determinazione, i perché delle incuranti soluzioni ponderatamente proposte e, infine, il perché il panorama politico istituzionale non sia fra quelli, come i 230 dipendenti dell'arsenale, a subire trasferimenti, re-impieghi, ecc. ma, al contrario, continui indisturbato la propria folgorante carriera immune da ogni responsabilità.
A tale proposito, devo sottolineare con rammarico che oggi, differentemente dall'ultimo presidio - seppure consapevole che la tragica Amministrazione Capitelli non è più in essere - nessuno della ex Giunta era presente; quasi a dire: "passata la festa, gabbato lu santo". Ancor più triste poiché l'amministrazione comunale era di centrosinistra! Uniche forze politiche presenti, con i propri Segretari provinciali, i Comunisti Italiani e Rifondazione.
Anche la tesi della razionalizzazione della spesa pubblica fa acqua da tutte le parti se si pensa che esistono quarantamila marescialli in esubero e che - a differenza di insegnanti e collaboratori scolastici - non possono essere "tagliati" e, caso unico nella pubblica amministrazione ci sono circa novantasettemila comandanti per circa ottantacinquemila comandati!
P. Fornelli - Segretario Provinciale PdCI Pavia


Dalla Sezione PdCI  "Tullio Scotti" di Pavia

LA CADUTA DELLA GIUNTA CAPITELLI

  presepezzi1

    presepezzi2

 Il tempo è tiranno e la nebbia che avvolge la città non è soltanto metaforica.

Vorremmo poter tirare un sospiro di sollievo alla notizia della caduta della Giunta Capitelli – a detta di molti, la peggiore da parecchi decenni a questa parte – e rilassarci sognando per Pavia un futuro migliore del capitolo passato che oggi si è chiuso. Occorre invece risparmiare fiato ed energie, lavorare duro e senza indugio per dare concretezza a quel sogno.

L'Amministrazione Capitelli, nata con il contributo di un ampio ventaglio di forze politiche di centrosinistra, si è infine ridotta a rappresentare uno scalcinato PD con l'appoggio di Socialisti e Verdi, facendo del male alla città e alla sinistra tutta; anche a quella vera, decisa a dimostrarsi tale nei fatti e non soltanto nei programmi e nelle promesse elettorali. Comprendiamo che possa risultare difficile, ad un comune cittadino, operare un distinguo fra le diverse forze comunemente chiamate “blocco di sinistra”; e non escludiamo che, visti i disastri degli scorsi quattro anni, la tentazione di affidare il governo della città alla destra (“tanto, peggio di così non potrebbero fare...”) finisca per germogliare negli animi di molti, portando anche Pavia a un pericoloso slittamento di sapore berlusconiano.

Per questo occorre che noi ci si presenti alla città con un programma semplice, chiaro e coerente con i nostri valori di sempre. Speriamo parlino per noi anche i nostri trascorsi, a cominciare dalla nostra sofferta ma determinata uscita dalla maggioranza in tempi ancora non sospetti. Ma soprattutto, perché la nostra proposta ci appartenga e risulti credibile e praticabile, occorre che il nostro cammino non torni più ad incrociarsi con nessuna di quelle forze e di quei personaggi che, a dispetto di ogni semplice buon senso, hanno scelto di sostenere fino all'ultimo questa amministrazione annaspante e caparbiamente determinata nei suoi stessi errori. Questo è il nostro primo proposito, all'alba di una nuova fase per la città. L'abbiamo scritto e lo ripetiamo: mai più con questo PD, e mai più con chi ha voluto accompagnarlo ammantando di sedicente lealtà un ottuso arroccamento su posizioni sempre più indifendibili.

 

Martina Sollazzi – Segretaria cittadina PdCI Pavia

  

 

ROMA - SABATO 17 GENNAIO 2009

 MANIFESTAZIONE - solidarietà alla popolazione di GAZA - stop alla "mattanza" di civili indifesi

Clicca per vedere le foto della manifestazione

Vai alle foto della manifestazione

 


 

SABATO 10 GENNAIO 2009 - ore 15.30

PAVIA - Piazza della Vittoria

 Pavia 10 Gen 2009 - Presidio - Stop assedio GAZA Pavia 10 Gen 2009 - Presidio - Stop assedio GAZA
 Volantino Presidio Gaza - 10 Gen 2009 15.30 Pavia Piazza Vittoria

 

Il 2009 sarà nero?!? Il solito pessimismo disfattista!

Si prospettano invece "ottime" notizie:

 

Immediata diminuzione dei lavoratori precari:

da 4 milioni a 3 milioni 700mila (-10%)

300mila lavoratori precari sono a rischio disoccupazione già dal 1° gennaio 2009

 

Diminuzione degli infortuni sul lavoro

Diminuzione dei lavoratori a contratto = aumento dei lavoratori in nero. Gli infortuni dei lavoratori in nero NON vengono denunciati = diminuzione delle denunce di infortunio.

 

Aumento della competitività dei prodotti italiani sul mercato internazionale

Più lavoro nero = minor retribuzione = minor costo del lavoro = minor costo del prodotto finito

 

Diminuzione dell'indebitamento delle famiglie per i mutui casa

Diminuzione delle retribuzioni o del loro potere d'acquisto = impossibilità a pagare i mutui = pignoramento e perdita della proprietà della casa = estinzione del debito con le banche.

 

Aumento delle società/imprese con bilancio in attivo

Aziende in crisi = intervento dello Stato = socializzazione dei debiti (i debiti vengono redistribuiti su tutti i contribuenti) = privatizzazione degli utili (le società “risanate” vengono svendute o regalate a privati. Come Alitalia e FS – Alta Velocità).

 

Potremmo continuare all'infinito.

Come possiamo continuare all'infinito a farci prendere per i fondelli.

Ma ce lo possiamo davvero permettere ancora?

Ma c'è qualcuno che sta pensando anche al futuro "dei più"? Al nostro futuro?

 

Ognuno avrà il futuro che si conquisterà

 

Ricominciamo a conquistarci un futuro, il nostro futuro. Insieme.

 

Comunisti. Sempre!Buon 2009? Dipende. Da tutti noi.Comunisti. Sempre!



 

PAVIA - 28 Dic 2008 - Presidio Palestina   PAVIA - 28 Dic 2008 - Presidio Palestina  

Presidio Pace in Palestina


 

Torino - ThyssenKrupp 1 anno dopo - Manifestazione contro le stragi sul lavoro

 

 

 

 

 

 

 

TORINO 6 Dic 2008 - Un anno dopo la tragedia alla ThyssenKrupp - Manifestazione Nazionale contro le stragi e le morti sul Lavoro

 


Pavia - 14 nov 2008 - Diliberto - Riflessioni sull'America Latina       Diliberto a Pavia - 14 Nov 2008

Pavia 14 novembre 2008 - Oliviero Diliberto ospite della sezione PdCI "T. Scotti" di Pavia

Diliberto - dall'America Latina l'antidoto alla crisi del capitalismo - Scarica il video


proletari@_presentazioneProletari@, Comunicazione militante, è un progetto aperto a tutte e tutti coloro che   ritengono  il  superamento  dell’ attuale  modello  di  società  capitalistica l’obiettivo  fondamentale  della battaglia  sociale e  politica.  Non  sarà un’area politica,  né   tanto  meno  una   corrente,  ma  un  progetto  di  conoscenza  e collegamento    delle   innumerevoli    ingiustizie   sociali   ed   individuali   che opprimono  sempre  di più la vita della stragrande maggioranza delle persone.
Una sorta  di “filo rosso” per  collegare i  conflitti; uno strumento rivoluzionario al  passo  con  i tempi,  il  cui  fine  sarà  la  ricomposizione  di  un’azione  e di un’identità  di  una  nuova classe  proletaria che  è oggi sempre più sfruttata e frammentata.  Stiamo vivendo un momento chiave della storia, in cui vengono alla luce tutte le contraddizioni di questo modello di società, a partire dalla crisi del sistema finanziario, con la fine della “teologia neoliberista” che ha dominato incontrastata negli ultimi decenni. Assistiamo ad un movimento enorme e per lo più spontaneo del mondo della scuola e dell’università  che si ribella all’idea di un sistema classista ed iniquo che preclude ai giovani il diritto ad un futuro sicuro. Dopo tanti anni studenti e lavoratori tornano a scendere in piazza fianco a fianco per rivendicare insieme i loro diritti.  Tutto ciò ha bisogno di essere supportato da un’informazione vera che racconti le lotte, le rivendicazioni,  le ingiustizie e riesca a metterle in comunicazione tra loro, con una nuova modalità di inchiesta che sappia dar voce a chi vorrebbe battersi per i propri diritti e non sa come fare. La precaria licenziata, gli inquilini sfrattati, gli operai messi in mobilità e le  tante, tante storie di vessazione individuale di cui nessuno parla, acquisiranno dignità di essere  raccontate.

Vai alla pagina delle 5 proposte di legge d'iniziativa popolare        Volantino referendum contro il Lodo Alfano 

   Dall' 8 Novembre 2008                                Dal 18 Ottobre 2008

 Pavia - Raccolta firme Referendum contro il lodo Alfano 

 

 

 

 

 

 

 

PAVIA - dal 18 Ottobre il PdCI è in Piazza - Raccolta firme  per il referendum  contro il Lodo Alfano

 


Pavia 17 Ottobre 2008 Presidio lavoratori Arsenale

 

 

 

 

 

 

 

 

Pavia 17 Ottobre 2008 - il PdCI con i  lavoratori dell'Arsenale - Presidio in Prefettura


Sciopero generale CUB COBAS Milano 17 ottobere 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - 17 Ottobre 2008 - Sciopero Generale Sindacati di Base


Roma 11 Ottobre 2008

ROMA - 11 Ottobre 2008 - il PdCI di Pavia alla manifestazione contro il governo


falce e martello


 

 


Lavoro   Roma, 11 Dicembre 2007

Roma 11 Dicembre 2007

  

NoNazi  Pavia, 2 Dicembre 2007

Lettera aperta al Comitato Unitario Antifascista di Pavia

La notizia dell'apertura in via dei Mille a Pavia di un sedicente "circolo culturale" - in realtà, di una sede del movimento Forza Nuova - ha provocato  una serie di reazioni ferme e visibili da parte di numerose forze antifasciste della città, mirate da un lato a far sì che le autorità competenti si allertino per scongiurare il rischio di scontri fra gli esponenti di FN e determinate fasce di cittadini, già in passato vittime di agguati della stessa matrice; dall'altro, a far ricredere Roberto Fiore e i suoi circa la prospettiva che Pavia possa essere "terreno fertile" per la loro espansione politica.
Alcune iniziative sono già state messe in atto, altre sono allo studio di un gruppo formato da svariate componenti e autodenominatosi "osservatorio antifascista".
Spicca e stupisce, in questo dibattito, in questo frenetico e molteplice tentativo di allontanare i neofascisti dal Borgo e dalla nostra città, il silenzio del vostro Comitato, che dovrebbe al contrario essere il punto di riferimento di tutta la Pavia antifascista e il primo baluardo contro il proliferare di pericoli di questo genere, raccogliendo intorno a sé le forze decise ad adoperarsi per la chiusura della sede di Forza Nuova e rendendo superflua la creazione di un "osservatorio" ad hoc.
Siamo quindi a chiedervi una presa di posizione netta e inequivocabile sugli avvenimenti di cui sopra, corentemente con la denominazione del vostro Comitato e i suoi valori fondanti.

Distinti saluti
 
Partito dei Comunisti Italiani  -  Partito della Rifondazione Comunista
le Segreterie cittadine


No Dal Molin Postato da: Vincenzo - 2 Dicembre 2007

Se Prodi vuole la base americana a Vicenza dovete togliere il vostro voto di sostegno al governo

Lettera di Luca Casarini in risposta a Michele De Palma (PRC)

Ho indugiato un po’ di fronte allo schermo del computer prima di riuscire a rispondere alla tua lettera di domenica.
Come si dice “non sapevo da che parte cominciare”. Non per la quantità di tempo e di accadimenti che stratificano la nostra lontananza da dopo Genova.
Non solo, almeno. Il vero problema, per me, è che senso dare ad uno scambio, una discussione, che come tu dici deve essere pubblica, cioè, aggiungo io, non può essere “falsa”. Credo che lo spazio pubblico slegato dalla verità, possa essere definito come quello che produce, oggi, la politica ufficiale, quella dei partiti. Sarebbe troppo semplice dare la colpa alla deriva mediatica, all’americanizzazione come tu la chiami, dell’azione politica. Anzi, nella società digitale e simbolica questo non ha alcun senso. Il nodo invece è la mutazione del “pubblico” che la crisi della rappresentanza produce per poter giustificare sé stessa. E’ appunto un pubblico divergente dalla verità. Potremo anche dire che è per questo, come diceva qualcuno, che la verità può essere solo rivoluzionaria. Perché costruisce attorno a sé uno spazio pubblico che non è quello della politica dei partiti, anzi, è la sua negazione. Allora, se vogliamo che questo scambio tra due che si conoscono da tempo, e che non si parlavano da tempo, possa forse avere una qualche utilità “pubblica”, è meglio dirsi le cose come stanno, semplicemente. Ho voluto partire da questa premessa per affrontare subito una questione: io vedo il mondo esattamente al contrario di come lo vedi tu.
E’ sintomatico che tu scriva di “incapacità dei movimenti di rispondere alle domande di partecipazione e radicalità”, mentre sfila a poca distanza dal tuo ufficio una manifestazione delle donne carica di partecipazione e radicalità. Mentre sto scrivendo io, scorrono le immagini della Francia, dall’Università alle banlieues, e tutto si può dire meno che sia una situazione pacificata. Nomini le lotte per la difesa dei beni comuni, contro la guerra, come fossero eccezioni che confermano l’assenza di movimenti, e invece io credo che quelle siano il movimento. Il mondo esplode, è pieno di contraddizioni, e il neoliberismo è costretto sempre più a divenire guerra per tentare di governarle.
Come sappiamo questo non significa che per i movimenti di cambiamento sia tutto facile, ma anche per il moderno capitalismo globale, che cerca il rapporto virtuoso tra produzione da espropriare e vita, la situazione non è eccellente. Nemmeno dove esso stesso ha assunto fino in fondo la contraddizione, facendo diventare “governo” e “stato tendente al socialismo” i vari Chavez, Lula, Morales. Nemmeno lì le contraddizioni globali, l’insopprimibile spinta alla liberazione che viene dal basso, e l’esigenza di sperimentare forme di governance, anche con le bandiere rosse, permette che tutto sia pacificato.
Ora, mi sono chiesto, ma com’è che tu non vedi questo?
Ti confesso che la tentazione di dire che sia per giustificare tutto quello che il tuo partito sta facendo, è stata forte. Le donne che hanno manifestato a Roma, ce l’avevano con il vostro governo, con il vostro pacchetto sicurezza, con i vostri ministri. E quelli che sono scesi in piazza con voi il 20 ottobre, dopo la debacle sul welfare e il vostro voto di fiducia, con chi dovrebbero prendersela? Ma è troppo facile pensare che la tua sia solo “miopia interessata”. Secondo me ha a che fare con una pericolosa mutazione antropologica, di cui ti segnalo i rischi perché mi preoccupa, che porta i partiti a produrre soggettività che non è più in grado di leggere con gli occhi della verità/rivoluzione, e anche della speranza, ciò che ci circonda. Credo di poter trovare tracce di tutto questo nelle risposte, incredibili, che Lidia Menapace dava pochi giorni fa ad Alex Zanotelli sul manifesto, in alcuni scritti di Marco Revelli, persona che stimo ma che anch’esso, travolto dall’impossibilità di far combaciare spazio pubblico e verità nella politica ufficiale, reagisce attribuendo ai movimenti la “sconfitta”.
E comunque, mutazione o no, di fronte ad un mondo come questo, bisogna scegliere. Come si fa a scegliere? Ti ricordo il discorso di Marcos su ciò che ci portiamo nello zaino quando intraprendiamo una strada sconosciuta: la bussola. Potrai dirmi che di politica, quella vera, io non capisco niente, e ne sarei felice perché significherebbe che i miei anticorpi per fortuna funzionano, ma la bussola non ti diceva che chi votava la guerra in Afghanistan, quella bomba Nato che ieri ha trucidato 25 civili, l’ha sganciata pure lui? E questo, assumere questo, ti produce per forza due cose: o te ne vai, ti ritiri a pensare a cosa hai dentro e a che cosa vuoi dalla vita, o giustifichi e cominci a diventare qualcos’altro, qualcuno che vede il mondo più dall’alto di quel caccia che dalla strada dove lavoravano quei poveri operai afghani.
La bussola, al di là delle strategie, ci fa dire subito che la direzione presa da questo governo, e dalla cosiddetta sinistra radicale, è disastrosa, inaccettabile. I Cpt, primo fra tutti quello di Bari, nella Puglia di Niki Vendola, le leggi razziali, le promozioni dei poliziotti di Genova, l’uso del reato di terrorismo perfino con gli ultras, la precarietà…
Dire che tanto sarebbe successo comunque, è ancora peggio. E’ la vera antipolitica dei nostri tempi. Giustificarsi con lo spauracchio che sennò torna Berlusconi, non è nemmeno più possibile, ed era sbagliato anche prima.
Comunque tu mi chiedi se possiamo cercare insieme una strada. C’è solo un modo: trovarsi in luogo comune, il movimento. Per farlo bisogna ascoltarlo, mettersi a sua disposizione, esserne parte e subordinati allo stesso tempo. E quindi ti propongo di parlarci di verità. La base americana a Vicenza è un’operazione voluta da questo governo, il vostro. Non è un’eredità di nessuno. Dovete assumere fino in fondo questa reponsabilità, dentro il vostro partito e questo devono fare tutti gli altri partiti della cosa rossa. E poi scegliere. Se Prodi vuole la base americana, calpestando i movimenti, dovete aprire la crisi. Togliere il vostro voto di sostegno al governo. Tutto il resto sono chiacchiere.
E’ così che avrebbe senso partecipare a Vicenza da parte vostra. Annunciando, prima di venire, che avete preso questa decisione. Non basta, Michele, che tu dica che sei d’accordo con i blocchi ai lavori: il problema è dentro il governo e in parlamento, e lo sai bene. Se sarete capaci di fare questa scelta, seguendo quello che vi chiedono i movimenti, allora penso che una speranza di incontrarci c’è. Sennò noi incontreremo i carabinieri, e non è una novità, e voi non incontrerete più nessuno. Beninteso, lo dico con nessuna arroganza o superficiale massimalismo: ne sono veramente convinto. Come sono convinto che tutto può ancora succedere, e questo è vero sempre. Le differenze profonde, l’incomunicabilità e la separazione, non hanno mai lasciato spazio, per quanto mi riguarda, a nemicità ideologiche assolute.
Che sono proprie più della casta dei “rappresentanti”, ovunque essi si trovino e qualsiasi cosa vogliano rappresentare, che dei movimenti. I quali invece sono fatti di relazioni, dissensi, cambiamenti, discussioni, rotture e ricomposizioni.
Ed eresie, rottura dell’ortodossia. Uno deve poter discutere, innanzitutto, perché è giusto farlo, è umano direi, al di là di ogni logica di giochi politici, tattiche, strategie. Difronte a tutti gli interrogativi e i dubbi con cui ci sommerge la vita, sarebbe assurdo non confrontarsi. A meno che uno non pensi di avere già tutte le risposte. E allora non chiede niente a nessuno, a cominciare da sé stesso. Anche questa è una mutazione antropologica, molto meno moderna dell’altra, ma sempre in agguato.
Un’ultima nota la devo mettere: qualcuno potrebbe pensare che questo scambio di lettere pubbliche riveli in realtà logiche da “rappresentanti”, o leader o cose del genere. Forse c’è questo rischio, e bisogna evitarlo.
Per cui caro Michele, quando avete deciso, comunicatelo a tutti, in primis a quelli di Vicenza.
Io lo verrò a sapere lo stesso. 


CameraDeputati  Roma, 28 Novembre 2007

WELFARE - LE DIMISSIONI DI GIANNI PAGLIARINI

La Camera ha votato la fiducia sul testo del ddl welfare, ma il prezzo pagato dal governo è caro. Romano Prodi non riesce a ricucire con la sinistra e Gianni Pagliarini (Pdci) si dimette da presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio

La Camera ha votato la fiducia sul testo del ddl welfare, ma il prezzo pagato dal governo è caro. Romano Prodi non è riuscito a ricucire lo strappo con Rifondazione e Comunisti italiani. Anzi, lo scontro è degenerato. Il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, Gianni Pagliarini (Comunisti italiani) si è dimesso dal suo incarico in protesta contro la decisione del "governo che ha spossessato il Parlamento" dell'iniziativa legislativa con l'apposizione della fiducia sul ddl welfare modificando il testo licenziato dalla commissione Lavoro. "La mia lealtà, il mio senso di responsabilità mi impongono di votare sì alla fiducia - ha spiegato Pagliarini -, ma la dignità, soprattutto delle istituzioni e di chi le rappresenta, non può essere calpestata. La fiducia non è stata posta per l'incapacità del Parlamento ad affrontare temi come la previdenza, la lotta alla precarietà e lo sviluppo del Paese. La commissione Lavoro era giunta a una sintesi preziosa in grado di perfezionare e migliorare il Protocollo del 23 luglio; una sintesi che dimostrava concretamente l'esistenza di una coalizione, quella che ha vinto le elezioni nel 2006, unita nei suoi valori fondamentali. Con la fiducia - ha concluso il deputato dei Comunisti italiani - è stato azzerato questo lavoro, ma non solo: si è prodotta una ferita che mette in discussione il Parlamento, il suo ruolo e la sua centralità nell'attività legislativa. Il confronto è possibile solo se viene garantito un percorso democratico per giungere alla sintesi tra le diverse posizioni. Ma questo percorso non è stato rispettato, dunque si pone un problema di democrazia".

Un problema di democrazia che era stato sollevato, in mattinata, dalla terza carica dello Stato, Fausto Bertinotti: "Il rapporto tra governo e parti sociali è molto importante per la formazione delle decisioni, ma se questo elemento mette in mora il dibattito parlamentare, si passa da una democrazia parlamentare ad una repubblica parlamentare che, per un lato almeno, subisce una sospensione di sovranità, sostituita da un aspetto corporativo".
Parole forti, le sue. Molto diverse dalla volontà di sdrammatizzare espressa da Prodi che parlava di "un momento in cui il governo deve prendere una decisione, questa decisione l'abbiamo presa in piena coscienza e me ne assumo completamente la responsabilità", sono state seguite da una gragnuola di repliche e distinguo tra le componenti politiche della stessa sinistra, divise anche sull'opportunità o meno di una verifica.

Per Marco Rizzo, coordinatore dei Comunisti italiani, alla luce del voto di fiducia alla Camera sulla riforma del welfare "dichiarare contro il governo non basta, servono fatti. Sarà utile seguire il percorso al Senato per vedere se è possibile ancora recuperare e poi, in caso negativo, prendere atto della distanza del governo dalla base sociale ed elettorale che ha consentito la vittoria alle elezioni". Anche Oliviero Diliberto, leader del Pdci, intervenendo in aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto è stato chiaro: "La delusione è grande. Se il Parlamento è tenuto sotto ricatto da Dini e un altro senatore, cosa deve fare la sinistra? Smettere di svolgere il proprio ruolo?
Evidentemente, no. Da oggi, il nostro ruolo sarà molto, ma molto più incisivo. Su ogni provvedimento, su ogni decreto legge, su ogni atto del governo. Cambia tutto". Poco prima, durante una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione politica, lo stesso Diliberto aveva respinto la richiesta del Prc di una verifica di maggioranza: "È un rito stantio che troviamo abbastanza inutile anche perché regolarmente la parte conservatrice della coalizione non rispetta gli accordi". Parole che hanno provocato la reazione di Franco Giordano, segretario del Prc: "Per me o c'è la verifica o non c'è più il governo".
Il segretario del Prc ricorda le critiche sullo scalone e sulla precarietà. E su questo punto il testo "è stato cambiato con una gesto autoritario figlio di una cultura neocorporativa". Rivolgendosi a Romano Prodi, Giordano chiede: "Chi glielo spiegherà a chi ha investito con tanto entusiasmo in una alternativa a Berlusconi che può restare per tutta la vita precario, senza essere stabilizzato?
Bombassei? Montezemolo?"

"La malattia governo - incalza Giordano - non è solo nella risicatezza dei numeri al Senato, ma è nella perdita di autonomia da Confindustria. E quando la politica non è libera, è una politica morta".
Proprio il partito di Giordano è in fibrillazione. In aula il segretario annuncia: "Voteremo la fiducia solo per non far scattare la mannaia dello scalone di Maroni. Voteremo per un vincolo sociale, sono altri che hanno giocato sulla pelle dei lavoratori i loro intrighi di palazzo e di potere. Noi siamo, anche moralmente, lontani da loro. Non votiamo per vincolo politico, quel vincolo si è sciolto".
Posizioni simili sono espresse da Verdi e Sinistra democratica. "A gennaio bisogna non solo fare la verifica, ma scongelare il programma e attuarlo". Lo dicono i ministri Mussi e Pecoraro Scanio, che auspicano che il governo riesca a rimettere in carreggiata il programma con il quale il centrosinistra si era presentato alle elezioni.

Ma le difficoltà maggiori le sta affrontando il Prc. Nel partito sono molti gli esponenti che chiedono di mantenere una linea intransigente. Il senatore Fosco Giannini, area Ernesto, accusa: "Il gruppo dirigente del mio partito chiede la verifica a gennaio. Troppo semplice! Questo è il modo per regalare il protocollo welfare alla Confindustria e votare di nuovo la guerra in Afghanistan. Occorreva invece votare contro e ritirare la nostra delegazione dal governo. Can che abbaia non morde! Anzi: passa il padrone e gli accarezza la testa". Per Gianluigi Pegolo, la fiducia posta dal governo "indica che sono venute meno le condizioni minime che giustificavano la presenza del partito e delle altre forze di sinistra nel governo". Mentre Salvatore Cannavò, Sinistra critica, annuncia la rottura definitiva con il gruppo parlamentare Prc dopo il suo voto contrario: "La fiducia rappresenta uno schiaffo al Parlamento e alla maggioranza che sostiene il governo. Sinistra critica terrà lo stesso comportamento al Senato (con il senatore Franco Turigliatto, ndr)".

Ironia del calendario fa sì che, proprio nel giorno in cui il Prc attacca il governo su welfare e precarietà del lavoro, Fausto Bertinotti inaugura a Montecitorio una mostra che ospita il capolavoro-simbolo della riscossa operaia e proletaria: il "Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1901). A questa opera è stata contrapposta nella stessa sala della Lupa della Camera il grande collage il "Quinto Stato" di Mario Ceroli che nel 1984 ha rivisitato l'opera di Pellizza per aggiornarla socialmente e politicamente: così operai e contadini sono stati sostituiti da un collage nel quale gli uomini protagonisti sono stati quasi cancellati, ridotti a poco più di ombre tratteggiate con lembi di carta.
Il presidente della Camera ai giornalisti ha fatto notare quanta differenza esista tra le due opere. "Mario Ceroli, in particolare - ha spiegato Bertinotti - ci racconta un lavoro precario che rende tutto difficile, in primo luogo il futuro. Questa storia dell'arte ci aiuta ad immaginare che non possono esistere la storia, né il futuro senza lavoro e senza diritti".  


Donna_small     Pavia, 24 Novembre 2007

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 Il gazebo della "TULLIO SCOTTI" - sez. PdCI di Pavia,  insieme a PRC - SD - Verdi


Donna_small     Milano, 21 Novembre 2007

Conferenza stampa in Regione Lombardia presso il Gruppo consiliare del PdCI

Alberto "Bebo" Storti - Capogruppo Comunisti Italiani Regione Lombardia - illustra il Progetto di Legge:

Paolo_e_Bebo"Interventi di prevenzione e di contrasto della violenza di genere e misure a sostegno delle donne in difficoltà e dei minori vittime di violenza".

    

NoNazi  Milano, 23 novembre 2007   

COMUNICATO STAMPA

PIEVE (PV): QUESTORE E PREFETTO IMPEDISCANO MARCIA ANTI-ROM DEI NEONAZISTI DI FORZA NUOVA

Dichiarazione di Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc

e Bebo Storti, consigliere regionale del Pdci

“Ci risiamo. L’organizzazione neofascista Forza Nuova ha annunciato una ‘imponente manifestazione regionale’, per sabato 24 novembre a Pieve Porto Morone, contro i rom ospitati temporaneamente presso la Cascina Gandina del piccolo paese alle porte di Pavia.

Il tentativo è il solito, cioè cavalcare l’ostilità generalizzata da parte dei residenti di Pieve contro i rom, per tradurlo in consenso politico alle tesi apertamente razziste di FN. In fondo, basta guardare all’obiettivo dei neonazisti per capire di cosa si tratta. Cioè, 3 donne e 10 bambini che, peraltro, tra pochi giorni lasceranno la Cascina, come da tempo deciso, per trasferirsi in dei normalissimi appartamenti. Insomma, un’adunata di vigliacchi che fanno la guerra a un pugno di bambini!

E non è nemmeno la prima volta che succede, poiché un assedio anti-rom di FN si era già svolto a settembre e i telegiornali nazionali avevano mandato in onda teste rasate, braccia tese e grida ‘Sieg Heil’. Tutto questo senza che nessuna autorità competente si preoccupasse di intervenire oppure di denunciare posteriormente questi atti di apologia di fascismo e di incitamento all’odio razziale.

Pensiamo che questa insana tolleranza nei confronti di gruppi militanti di estrema destra sia un errore madornale, poiché è sufficiente guardare cosa succede nelle grandi città, per capire che il lasciar fare si traduce facilmente e inesorabilmente in legittimazione politica istituzionale di aggressioni e fatti violenti.

Per questo motivo, non solo esprimiamo la nostra più totale solidarietà alle donne e ai bambini della Cascina, ma soprattutto chiediamo ai responsabili dell’ordine pubblico di Pavia di assumersi le loro responsabilità, tutelando gli aggrediti e non consentendo che vada in scena la parata neofascista”.

 


No Dal Molin Firenze, 23 Novembre 2007

BASE USA VICENZA - FIRENZE: Bloccata  Ditta  ABC

Donne vicentine impediscono ingresso a impiegati

Una trentina di donne del Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa di Vicenza stanno presidiando i cancelli della ditta ABC a Firenze impedendo agli impiegati l’ingresso negli uffici. L’ABC è una delle due aziende coinvolte  nella bonifica bellica dell’aeroporto Dal Molin, funzionale alla costruzione della nuova installazione militare statunitense.  Una decina di giorni fa centinaia di cittadini vicentini avevano bloccato gli ingressi dell’aeroporto Dal Molin per impedire agli addetti alla bonifica di accedere, causando la sospensione dei lavori per tre giorni. Oggi le donne del Presidio attuano un nuovo blocco, questa volta alla sede legale dell’ABC, per impedire ai dipendenti di entrare e lavorare. 

Le donne sono partite nella notte da Vicenza per raggiungere Firenze in prima mattinata; una volta giunte di fronte ai cancelli dell’ABC, hanno appeso striscioni contro la bonifica e chiuso il cancello d’ingresso della ditta con delle catene. Il presidio della sede dell’azienda fiorentina che sta attuando la bonifica all’interno del Dal Molin proseguirà per l’intera giornata per impedire agli impiegati l’ingresso all’interno degli uffici, i quali non hanno potuto entrare nella propria sede di lavoro. L’iniziativa si inserisce nella campagna di blocco della realizzazione della bonifiche funzionali alla realizzazione della nuova base Usa. All'iniziativa partecipano anche donne e uomini dei movimenti fiorentini.

Dopo i blocchi al Dal Molin, quella di oggi è un’altra tappa per impedire la militarizzazione di Vicenza; e non è finita qui… 

Firenze, 23 novembre 2007


Acqua Pubblica Manifestazione Roma 1 Dicembre

G8 2001


       L'Italia non si USA 

 


      Lenin

90° Anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

falce e martello

                                In Costruzione......



Aggiungi ai preferiti (205) | Copia sul tuo sito

  Nessun commento
RSS commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.

 
< Prec.